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Azioni delle redini

 
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Autore Messaggio
Col. Paolo Angioni
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MessaggioInviato: Mar Mag 11, 2010 17:21    Oggetto: Azioni delle redini Rispondi citando

Il generale Charles-Marie-Jules de Benoist (1842 – 1903) è stato il primo autore a studiare gli effetti delle azioni delle redini. La sua catalogazione è diventata classica.

A proposito della condotta del cavallo scrive: «Il cavaliere dirige il cavallo, lo guida, regola le sue andature per mezzo delle redini e delle gambe. Il peso del suo corpo ha ugualmente una grande influenza sulla condotta del cavallo. Affinché il cavaliere possa servirsi delle redini, delle gambe e del peso del corpo con giustezza è indispensabile che si renda perfettamente conto del modo in cui può agire sul cavallo con questi differenti mezzi. Bisogna, in una parola, che conosca il modo in cui agiscono le redini, le gambe e il peso del corpo».

L’autore, come il titolo del libro indica chiaramente, scrive per la cavalleria dell’esercito. L’addestramento e l’esecuzione delle azioni in sella, da cui deriva la rispondenza del cavallo, erano indispensabili per il cavallo impiegato nel combattimento. Si trattava di vivere o di morire.



Generale Jules de Benoist

Addestramento e condotta del cavallo da guerra

Libreria Militare Berger-Levrault
---
Parigi 1899



LA CONDOTTA DEL CAVALLO

Modo in cui agiscono le redini

Premessa del traduttore.

Contraria: vuol dire che la redine agisce, per esempio, a sinistra e ha effetto a destra.

Di opposizione: vuol dire che la redine si oppone all’impulso e, allo stesso tempo, oppone le spalle alle anche. Per opposizione delle spalle alle anche si pensi, come esempio, a una barca. Se, dall’esterno della barca e da destra, si tira una cima attaccata alla prua, non solo la prua è tirata a destra, ma la poppa è respinta a sinistra tanto più quanto la trazione avviene in direzione della poppa. E’ la prua che fa opposizione alla poppa. La poppa va a destra per opposizione della prua.

L’autore usa il verbo «tirare» e il sostantivo «trazione» per rappresentare con una sola parola e chiaramente la direzione dell’azione della redine. Oggi, in un’equitazione che mira alla leggerezza e alla qualità delle azioni di qualsiasi tipo che il cavaliere produce sul cavallo, il verbo tirare è abolito. L’azione della redine è resa dalla resistenza che la mano oppone alla tensione dell’appoggio che il cavallo prende sul ferro.


Testo (pag. 83)

Per comprendere bene l’azione o le azioni combinate delle due redini bisogna innanzi tutto studiare le differenti azioni prodotte da ciascuna redine considerata isolatamente.

L’azione prodotta da ciascuna redine varia in ragione della direzione verso la quale è tirata dal cavaliere.

Un uomo a piedi, posto a lato di un cavallo e con una redine in una mano, per esempio la destra, può tirarla in tutte le direzioni immaginabili, avanti, indietro, a destra, a sinistra, in alto, in basso, ecc.; nulla lo ostacola.

Il cavaliere a cavallo non è altrettanto libero nei suoi movimenti: se si tratta della redine destra, per esempio, potrà tirarla:

1. verso destra, più o meno in avanti, più o meno in alto, più o meno in basso;

2. verso sinistra, più o meno in avanti, o più o meno indietro, più o meno in alto; ma non potrà tirarla in avanti, bisognerebbe che fosse a piedi per far questo, e nemmeno in basso verso sinistra, bisognerebbe eliminare l’incollatura.

Le direzioni della trazione della redine destra sono limitate tra:

1. Una direzione estrema in avanti e a destra;

2. Una direzione estrema indietro e a destra – queste due direzioni più o meno verso l’alto;

3. Una direzione estrema in avanti e a sinistra;

4. Una direzione estrema indietro e a sinistra.

Tra queste quattro direzioni ne esistono altre all’infinito che da loro derivano: le loro azioni sono simili, ma non hanno lo stesso valore. Costituiscono dunque come un’immensa tastiera di pianoforte su cui bisogna saper suonare con precisione per produrre a proposito l’azione necessaria alla condotta del cavallo.

Voler esporre nel dettaglio l’azione prodotta da ciascuna differente direzione sarebbe impossibile, non servirebbe a nulla; sarà sufficiente rendersi conto dell’azione prodotta dalla trazione operata secondo una delle quattro direzioni estreme:

1. La redine destra, tirata a destra e in avanti, porta la punta del naso del cavallo leggermente a destra; la testa segue, l’incollatura si flette a destra, il suo peso appoggia leggermente sulla spalla destra. Se il cavallo è in marcia, tutto il corpo segue con una gran facilità la direzione presa dalla testa e dall’incollatura, poiché il loro peso, appoggiando maggiormente sulla spalla destra, porta il treno anteriore dalla parte in cui è rotto l’equilibrio. Se il cavallo è fermo, la flessione dell’incollatura, poiché è troppo debole per produrre il movimento del treno anteriore verso destra, il cavallo rimane immobile;

2. La redine destra, tirata a destra e indietro, porta la punta del naso del cavallo a destra, poi indietro; la testa segue, l’incollatura s’incurva fortemente a destra, il suo peso appoggia completamente sulla spalla destra, la colonna vertebrale s’incurva interamente. Ne risulta che: se il cavallo è in marcia, le spalle sono trascinate a destra e le anche sono rigettate verso sinistra più o meno decisamente. Il cavallo gira dunque a destra più o meno stretto, perché le spalle cadono a destra e le anche vanno a sinistra. Se il cavallo è fermo, gira sul posto a destra, perché non soltanto la spalla destra, fortemente sovraccaricata, è obbligata a portarsi a destra, ma anche perché la colonna vertebrale non può sopportare un piego così marcato, perché la testa e la coda non possono rimanere nello stesso posto. In questi due casi, redine destra tirata a destra e in avanti, redine destra tirata a destra e indietro, il cavallo gira a destra prendendo la direzione tracciata dalla redine. La redine ha dunque agito direttamente. Nel primo caso non ha prodotto alcuna azione sensibile sul treno posteriore; il braccio [del cavaliere] aprendosi verso destra ha, per il tramite della redine, portato la testa a destra: la redine ha dunque agito direttamente e per apertura. Nel secondo caso, portando la testa, l’incollatura e le spalle dalla parte delle anche, la redine ha rigettato queste dalla parte opposta: la testa, l’incollatura, le spalle hanno spostato le anche facendo loro opposizione: la redine ha dunque agito direttamente e per opposizione.

Insisto su queste espressioni, che debbono essere familiari al cavaliere.

La redine destra tirata verso destra fa girare il cavallo direttamente a destra.

Questa redine diretta è detta d’apertura quando è tirata verso destra e in avanti.

Questa redine diretta è detta d’opposizione quando è tirata verso destra indietro.

NOTA. – Per poter aprire il braccio completamente e facilmente, bisogna girare la mano, con le unghie rivolte verso l’alto. Affinché l’opposizione della testa, dell’incollatura e delle spalle si traduca più facilmente sulle anche, bisogna tirare la redine più in basso il possibile, cioè verso il punto dove si trovano le anche del cavallo;
3. La redine destra tirata a sinistra e in avanti alza la punta del naso del cavallo leggermente a destra facendo basculare la parte alta della testa a sinistra, in seguito l’incollatura si flette a sinistra e il suo peso si appoggia leggermente sulla spalla sinistra.

Ne risulta che:

Se il cavallo è in marcia, tutto il corpo segue con grande facilità la direzione presa dalla parte alta della testa e dall’incollatura, poiché il peso dell’incollatura, appoggiandosi maggiormente sulla spalla sinistra, porta il treno anteriore dalla parte in cui l’equilibrio è rotto;

Se il cavallo è fermo, poiché la flessione dell’incollatura è troppo debole per produrre il movimento dell’avantreno verso sinistra, il cavallo rimane immobile.

Riassumendo, il cavallo ha girato a sinistra sotto l’influenza della redine destra, cioè sotto l’influenza di una redine che, a prima vista, deve produrre la girata a destra. La redine destra ha dunque prodotto la sua azione in un senso contrario a quello che sembra naturale; ha agito contrariamente, in un modo contrario, a quello che era previsto, se si vuole, e non direttamente come precedentemente. Anziché chiamarla redine destra diretta, siamo autorizzati a chiamarla redine destra contraria;

4. La redine destra tirata a sinistra e indietro.

Si possono presentare due casi:

a) O la direzione della redine così tirata passa davanti alle spalle;

b) O passa dietro le spalle.

a) La direzione della redine tirata a sinistra e indietro passa davanti alle spalle.

La redine porta la punta del naso del cavallo a destra poi indietro, la testa segue la punta del naso, l’incollatura si curva a destra.
Il suo peso si appoggia completamente sulla spalla sinistra.

Ne risulta che:

Se il cavallo è in marcia, le spalle sono spinte indietro e a sinistra, mentre le anche sono rigettate indietro e a destra. Il cavallo gira a sinistra più o meno stretto, perché le spalle cadono a sinistra e le anche vanno a destra;

Se il cavallo è fermo, gira sul posto a sinistra, non soltanto perché la spalla sinistra, fortemente sovraccaricata, è obbligata a gettarsi a sinistra e indietro, ma anche perché le anche, cedendo al movimento delle spalle che fanno loro opposizione, si portano verso destra.

Riassumendo, il cavallo ha girato a sinistra sotto l’influenza della redine destra, che non soltanto produce la sua azione in un senso contrario a quello che sembra naturale, ma opponendo inoltre le spalle alle anche, cioè agendo contrariamente e per opposizione.
E’ dunque razionale dare alla redine destra che produce questo doppio effetto il nome di redine destra contraria d’opposizione.

b) La direzione della redine tirata a sinistra e indietro passa dietro le spalle.

La redine porta la punta del naso del cavallo a destra, poi indietro; la testa segue la punta del naso, l’incollatura si curva a destra, il suo peso si porta completamente sulla spalla sinistra, la colonna vertebrale si curva tutta intera a destra.
Ne risulta che:

Se il cavallo è in marcia, le spalle sono rigettate verso sinistra così come le anche. Il cavallo è dunque portato con tutta la sua massa verso sinistra, poiché le spalle cadono a sinistra e perché le anche vanno dalla stessa parte;

Se il cavallo è fermo, si produce un movimento analogo, poiché la spalla sinistra fortemente sovraccaricata è obbligata a portarsi a sinistra e in avanti, trascinando nel loro movimento le anche, alle quali la testa ha fatto opposizione.

Riassumendo, il cavallo si è portato verso sinistra, sotto l’influenza della redine destra che non soltanto ha prodotto la sua azione in un senso contrario a quello che sembra naturale, ma inoltre ha opposto la testa e le spalle alle anche.

E’ dunque razionale dare alla redine destra che produce questo doppio effetto il nome di redine destra contraria d’opposizione.
Così, la redine destra tirata a destra produce due effetti distinti a seconda che sia redine diretta d’apertura o redine diretta d’opposizione; tirata a sinistra ha prodotto tre effetti distinti a seconda che sia redine contraria o redine contraria di opposizione.

C’è dunque una somma di cinque effetti prodotti dalla stessa redine:

La girata a destra con la redine destra diretta d’apertura;

La girata a destra con la redine destra diretta d’opposizione;

La girata a sinistra con la redine destra contraria;

La girata a sinistra con la redine destra contraria d’opposizione;

La marcia o l’appoggiare verso sinistra con la redine destra contraria d’opposizione.

E’ assolutamente indispensabile conoscere questi cinque effetti di redini per condurre un cavallo; bisogna dunque che i nomi che sono stati loro dati dall’istruttore non possano produrre alcuna confusione nella mente dell’allievo, da cui la necessità di non parlare di una redine diretta e di una redine opposta, ciò che dà a intendere che la redine diretta non può agire per opposizione e che la redine opposta agisce sempre per opposizione.

Ci è parso più semplice adottare le espressioni redine diretta e redine contraria, che tutte e due possono agire per opposizione o senza opposizione. Da cui;

- La redine diretta d’apertura;

- La redine diretta d’opposizione;

- La redine contraria;

- La redine contraria d’opposizione.

Molto spesso anche gli istruttori si servono di una espressione falsa; e, così come hanno parlato della redine diretta d’apertura, parlano della redine contraria d’appoggio, dando in questo modo a intendere che la redine contraria produce la sua azione non in ragione della direzione della sua trazione, ma a causa della pressione che esercita sull’incollatura. Indicare questo grossolano errore sarà sufficiente per condannare una volta per tutte l’espressione redine contraria d’appoggio.

I cinque effetti prodotti dalla redine destra sono ugualmente e in senso inverso prodotti dalla redine sinistra, in modo tale che, se con la redine destra il cavaliere può girare a destra, a sinistra, più o meno stretto, e appoggiare a sinistra, può con la redine sinistra girare a sinistra, a destra, più o meno stretto, e appoggiare a destra.

Nell’istruzione, la vera maniera di far ben comprendere queste azioni è abituare ciascun cavaliere a condurre così il suo cavallo al passo con una sola redine.

Quando il cavaliere sarà arrivato a dirigere convenientemente il suo cavallo con una sola redine e con questa sola redine a farlo girare convenientemente a destra, a sinistra, a farlo camminare di traverso verso destra o verso sinistra, avrà dato la miglior prova che conosce perfettamente tutte le azioni.

NOTA. – Resta inteso che questa istruzione si deve dare su cavalli che cedono all’azione della redine. Se, in effetti, il cavallo si mette contro la redine resistendo alla sua trazione e di conseguenza tirando con la sua testa in una direzione opposta a quella della trazione della redine, l’allievo non può in alcun modo giudicare l’effetto prodotto, poiché esso è assolutamente contrario a quello che l’allievo attende.

L’esempio più convincente che si possa dare è quello del cavallo che resiste all’azione della redine destra diretta d’opposizione. Lottando contro questa trazione, getta il peso dell’incollatura sulla spalla sinistra, mentre tutta la colonna vertebrale è incurvata a destra, e da quel momento sfugge verso sinistra, invece di girare a destra, come farebbe il cavallo che, cedendo all’azione di questa stessa redine, avrebbe tutto il peso dell’incollatura incurvata a destra appoggiato sulla spalla destra.

Diremo più avanti come il cavaliere istruito distruggerà questa difesa del cavallo. Per il momento, accontentiamoci di far rilevare che non è assolutamente necessario che il cavallo, per avanzare in una qualsiasi direzione, guardi da quella parte, poiché nel caso che ci interessa è completamente incurvato a destra e guarda di conseguenza a destra, mentre tuttavia sfugge verso sinistra.

Accordo delle redini

Abbiamo studiatole azioni prodotte da ciascuna redine esaminata isolatamente. Nella pratica, nell’istruzione, per farle ben comprendere dal cavaliere, l’abbiamo messo nella necessità di condurre il suo cavallo con una sola redine, sia la redine destra abbandonando la redine sinistra, sia la redine sinistra abbandonando la redine destra. In questo modo le azioni della redine tenuta (destra o sinistra) non sono state contrastate, è vero, dalla redine sinistra o destra momentaneamente lasciata; ma quest’ultima non ha potuto venire in aiuto della redine che agisce, e le azioni di questa redine sono state indecise o troppo deboli.
Ci rimane da vedere come bisogna fare affinché le redini maneggiate insieme si aiutino senza mai contrastarsi. Le redini si contrastano quando l’azione della redine che agisce (destra o sinistra) sarà diminuita e anche annullata dalla redine sinistra o destra: le azioni delle redini sono allora in disaccordo.
Si aiuteranno quando l’azione della redine che agisce (destra o sinistra) sarà regolarizzata o anche fortificata dalla redine sinistra o destra; in questo caso, le redini s’accorderanno: saranno d’accordo.

Studiamo dunque come il cavaliere, tenendo una redine in ciascuna mano e producendo successivamente con la redine destra o sinistra i cinque effetti indicati sopra, dovrà agire con la redine sinistra o destra per non contrastare la prima, ma al contrario per regolarizzare l’effetto prodotto da quella e anche, in certi casi, per aumentarlo:

1. La redine destra diretta d’apertura dà la direzione verso destra, perché porta la punta del naso del cavallo a destra, poi la testa e un po’ l’incollatura.

2. La redine destra diretta d’opposizione produce la girata a destra, perché porta la punta del naso del cavallo a destra, poi la testa, poi l’incollatura che incurva più o meno decisamente da questa parte, portando il peso sulla spalla destra.

Affinché, in questi due casi, la testa possa andare verso destra o a destra, bisogna evidentemente che la redine sinistra non la solleciti a sinistra; bisogna dunque che ogni trazione di questa redine cessi, altrimenti l’azione della redine sinistra contrasterebbe quella della redine destra.

E affinché il cavallo prenda bene la direzione che la redine destra gli vuole dare, affinché non giri più stretto di quanto la redine indica, quello che succederebbe se la testa del cavallo si portasse più del necessario verso destra, se successivamente l’incollatura si incurvasse troppo a destra, bisogna in modo assoluto che la redine sinistra regoli il movimento della testa limitando la sua inclinazione verso destra.

Riassumendo, per non contrastare l’azione della redine destra, la redine sinistra deve dapprima cessare ogni azione; poi, per regolarizzare l’azione della redine destra, la redine sinistra deve riprendere la sua azione nel punto esatto in cui è necessario per limitare l’effetto prodotto dalla redine destra. Mentre la mano destra, che tiene la redine destra, si porta in avanti o indietro, aprendosi più o meno a destra, con le unghie rivolte in alto, la mano sinistra, che tiene la redine sinistra, deve portarsi più o meno in avanti e in basso in modo da permettere alla testa di cedere alle sollecitazioni della mano destra limitando la sua obbedienza al punto voluto.

E’ a questa espressa condizione che l’accordo della redine sinistra esisterà con la redine destra diretta d’apertura o d’opposizione.
Fare come fanno continuamente molti cavalieri vigorosi, reputati abili, come un gran numero di istruttori lasciano fare ai loro allievi, cioè portare la mano sinistra a destra mentre la mano destra produce con la redine destra l’effetto diretto d’apertura o d’opposizione, è semplicemente assurdo, poiché la redine sinistra così tirata a destra tende a portare la testa a sinistra, a incurvare l’incollatura a sinistra e conseguentemente a produrre il contrario di quello che la redine destra si propone di fare.

3. La redine destra contraria dà la direzione verso sinistra, perché alzando la punta del naso a destra, fa basculare la parte alta della testa a sinistra e dà il piego dell’incollatura da questa parte.
Per non contrastare questo effetto della redine destra regolandola, dapprima la redine sinistra deve cedere, poi arrestare la sua cessione al punto voluto affinché tutta la testa non si porti verso destra, ciò che produrrebbe l’incurvatura dell’incollatura a destra e, di conseguenza, come risultato, sia la girata a destra, sia la girata a sinistra più stretta e anche l’appoggiata verso sinistra.
Riassumendo, mentre la mano destra che tiene la redine destra si porta a sinistra, in avanti e in alto, la mano sinistra che tiene la redine sinistra deve portarsi in avanti in basso, in modo da permettere alla punta del naso di cedere alle sollecitazioni della mano destra limitando la sua obbedienza al movimento di basculamento della parte alta della testa a sinistra.

4. La redine destra contraria d’opposizione produce la girata a sinistra o la marcia appoggiando verso sinistra, perché porta la punta del naso del cavallo a destra, poi la testa, poi l’incollatura che incurva più o meno fortemente da questa parte portando il peso sulla spalla sinistra.

Per non contrastare questo effetto della redine destra regolandolo, la redine sinistra deve dapprima cedere, poi interrompere la cessione al punto voluto affinché la testa del cavallo non si porti più del necessario verso destra. Ma questo movimento regolatore della cessione della redine sinistra non è sufficiente: bisogna in seguito che la redine sia tirata indietro a sinistra in una direzione assolutamente simile a quella presa dalla redine destra, per contribuire, mantenendo il peso dell’incollatura sulla spalla sinistra, a trascinare le spalle del cavallo da questa parte.

La redine sinistra produce qui tre effetti distinti in rapporto alla redine destra:

1. permette l’obbedienza della testa e dell’incollatura alla sollecitazione della redine destra;

2. regola questa obbedienza limitandola;

3. aumenta l’effetto prodotto dalla redine destra.

Mentre la mano destra, che tiene la redine destra, si porta a sinistra e più o meno indietro, la mano sinistra, che tiene la redine sinistra, deve dapprima portarsi in avanti, poi tirare indietro a sinistra nella stessa direzione della mano destra.

Fare come fa un buon numero di cavalieri, cioè portare le due mani indietro a sinistra senza preoccuparsi di sapere da quale parte l’incollatura è girata e su quale spalla appoggia il suo peso, è non soltanto provare che non si dubita della combinazione delle azioni delle redini, del loro accordo, ma è soprattutto mettere il cavallo ugualmente tirato contemporaneamente dai due lati nell’assoluta impossibilità di rispondere ad azioni che sono contrarie, se non indietreggiando, impennandosi; in una parola è provocare nel cavallo più sottomesso tutte le difese che si possono immaginare.
Insomma, e per concludere, l’accordo delle redini esisterà quando:

1. Nelle girata a destra con i due primi effetti della redine destra diretta d’apertura o d’opposizione, il polso destro si porterà in avanti o indietro, aprendosi più o meno a destra, mentre il polso sinistro si porterà in avanti per cedere con la redine sinistra fino al punto voluto, e inversamente nella girata a sinistra;

2. Nella girata a sinistra (3° effetto) con la redine destra contraria, il polso destro si porta a sinistra, in avanti e in alto, mentre il polso sinistro si porterà in avanti e in basso per cedere con la redine sinistra fino al punto voluto;

3.Nella girata a sinistra o nella marcia in appoggio verso sinistra (4° e 5° effetto) con la redine destra contraria d’opposizione, il polso destro si porta a sinistra e più o meno indietro, mentre il polso sinistro si porterà dapprima in avanti per cedere con la redine sinistra fino al punto voluto, poi indietro, a sinistra; e inversamente nella girata a destra o nella marcia in appoggio a destra.

Nei tre primi effetti, il movimento del polso sinistro ha come scopo dapprima di permettere l’azione della redine destra, in seguito di regolarla.

Nei due ultimi effetti, ha come scopo di permettere l’azione della redine destra regolandola, e poi di aumentarla.

Maneggiate in questo modo, le redini saranno in accordo. L’una sarà agente, l’altra regolerà sempre e talvolta aumenterà l’effetto della prima.

Tenuta delle redini in una sola mano

Abbiamo dapprima studiato i cinque effetti prodotti da una redine che agisce isolatamente, mentre l’altra redine è abbandonata; e abbiamo constatato che, sebbene sia possibile dirigere un cavallo con una sola redine in tutte le direzioni (almeno al passo), tuttavia le azioni prodotte con una sola redine sono talmente indecise o così deboli, che è necessario regolarle o fortificarle con l’altra redine.

In secondo luogo, prendendo una redine in ciascuna mano, abbiamo compreso come gli effetti prodotti dalla redine che agisce siano regolati o aumentati dall’altra redine.

Vediamo dunque ora come le redini potranno agire quando sono tenute tutte e due in una sola mano, per esempio la mano sinistra.
La mano sinistra potrà portarsi a destra in avanti, a destra indietro, a sinistra in avanti, a sinistra indietro.

Quando la mano si porterà a destra, la sola redine sinistra resterà tesa, mentre la destra diventerà flottante; soltanto la redine sinistra potrà agire; nello stesso modo quando la mano si porterà a sinistra, la redine destra sarà la redine che agisce.

E’ soprattutto su questo punto che importa constatare che: quando le due redini sono tenute in una sola mano, che sia la sinistra o la destra, che le unghie siano rivolte in alto o in basso, inevitabilmente quando la mano si porterà a destra, la redine destra si allenterà, e ugualmente la redine sinistra, quando la mano si porterà a sinistra.

Da cui risulta che i due effetti prodotti dalla redine diretta d’apertura o d’opposizione non esistono più; non se ne parla neppure. Il cavaliere non ha più a sua disposizione che i tre effetti prodotti dalla redine contraria o dalla redine contraria d’opposizione.

Portando la mano a destra in avanti, il cavallo sarà diretto a destra, redine sinistra contraria.

Portando la mano a destra indietro, il cavallo girerà a destra o appoggerà verso destra, doppio effetto della redine sinistra contraria d’opposizione, a seconda che la mano dirigerà la sua trazione avanti o dietro le spalle.

La redine sinistra agisce nello stesso modo come se fosse sola nella mano sinistra; fa basculare la testa a destra o l’attira a sinistra, dà il piego all’incollatura e porta il suo peso sulla spalla destra, mentre la redine destra, prima flottante, permette alla punta del naso del cavallo, poi alla testa, poi all’incollatura d’obbedire alla sollecitazione della redine sinistra, fino al momento in cui a sua volta si tende e regola naturalmente, automaticamente, l’azione della redine sinistra, e anche la fortifica, quando la mano, dopo essersi portata a destra, tira la redine sinistra indietro.

Nello stesso modo, portando la mano a sinistra, il cavallo è diretto a sinistra, gira a sinistra o appoggia verso sinistra sotto l’influenza della redine destra contraria o contraria d’opposizione, il cui effetto è automaticamente regolato, poi fortificato dalla redine sinistra.

Insomma, quando il cavaliere tiene le due redini in una mano, può dirigere il cavallo solo con le redini contrarie; non ha più a sua disposizione gli effetti diretti.

E’ un errore credere che la tenuta delle redini in una sola mano sia riservata alle redini attaccate a un morso e filetto. Senza dubbio gli effetti prodotti dalle redini possono variare d’intensità, a seconda che siano attaccate a un filetto o a un morso e filetto; ma dipendono sempre dalla direzione data alla trazione delle redini. Che sia con un filetto, un pelham, una briglia, ecc., se le redini sono separate, il cavaliere potrà produrre con ciascuna redine i due effetti diretti e i tre effetti contrari; ma dal momento in cui saranno tenute in una sola mano, non potrà produrre che i tre effetti contrari.

NOTA. – L’impiego della martingala con forchetta toglie al cavaliere la possibilità di servirsi delle redini dirette o almeno, se può agire un po’ con le redini dirette d’apertura, gli è del tutto impossibile servirsi delle redini dirette d’opposizione. Non si capisce dunque il suo utilizzo finché il cavallo non possa essere condotto soltanto con le redini contrarie, per quanto questo strumento possa contribuire a fare abbassare la testa del cavallo.

Se è vero che con un’imboccatura le cui azioni sono più potenti, più dure, bisognerà impiegare meno forza per condurre il cavallo e che una sola mano è sufficiente, non è meno vero che un cavallo obbediente in filetto si condurrà più facilmente con una sola mano, cosa che non saprebbe fare un cavallo pesante alla mano, anche con un morso dei più duri.

Non c’è dunque una maniera di tenere le redini con un filetto, poi un’altra maniera con un morso e filetto; bensì, quale che sia l’imboccatura, due maniere di tenere le redini separate o riunite, che bisogna saper impiegare secondo il grado di istruzione del cavaliere e l’addestramento del cavallo.

Senza attendere che il cavallo sia imbrigliato, importa che l’allievo sia familiarizzato con la tenuta delle redini in una sola mano, che ne studi gli effetti: così pure, l’addestramento del cavallo deve essere fatto in modo tale che sia facile da condurre e da dirigere con le redini tenute in una sola mano, poiché è indispensabile che il cavaliere militare disponga di una mano per servirsi delle armi.

Ora, se è possibile fare a meno dell’azione delle gambe per condurre un cavallo con le redini separate, è invece molto difficile, per non dire impossibile, condurlo con le redini tenute in una sola mano, senza ricorrere all’azione delle gambe: arriviamo dunque naturalmente al punto di studiarne il modo.

Modo in cui agiscono le gambe

Nello studio dell’azione delle gambe, procedendo nella stessa maniera in cui abbiamo studiato gli effetti delle redini, ci occuperemo innanzi tutto dell’effetto prodotto da ciascuna gamba considerata isolatamente, poi degli effetti dalle due gambe che agiscono insieme, infine spiegheremo come ci si deve servire delle redini e delle gambe usate insieme affinché i loro effetti si accordino e si fortifichino senza mai contrastarsi.

Azione prodotta da una gamba che agisce isolatamente.

La gamba agisce sul fianco del cavallo con la sua pressione; la sua azione è tanto più forte quanto la sua pressione è più accentuata o quanto si produce più indietro. In conseguenza degli esercizi che sono stati sviluppati nell’opuscolo (Dressage du cheval), il cavallo ha preso l’abitudine, sotto l’influenza della pressione della gamba del cavaliere, di portare le anche dalla parte opposta alla gamba, di spostare le anche. Così, la pressione della gamba destra fa spostare le anche a sinistra; la pressione della gamba sinistra fa spostare le anche a destra.

Più la gamba si porta indietro, verso la coda, avvicinandosi alle anche, più le anche sono sensibili alla sua azione, più si spostano rapidamente.

Accordo delle gambe

Ma quest’obbedienza alla pressione della gamba destra si produrrà soltanto se la gamba sinistra lo permette, cioè se essa è rilassata; tuttavia, affinché il movimento delle anche non oltrepassi il punto esatto in cui il cavaliere vuole portarle, bisogna necessariamente che siano fermate a questo punto dalla pressione della gamba sinistra, e affinché il movimento delle anche non sia precipitato, bisogna inoltre che la gamba sinistra ne regoli la velocità.

Vediamo dunque che se la gamba sinistra deve permettere l’obbedienza delle anche alla pressione della gamba destra e reciprocamente, essa deve regolare e limitare quest’obbedienza, da cui la necessità per le gambe di sapersi accordare, di essere d’accordo.

Accordo delle redini e delle gambe

La pressione delle gambe ha inoltre come risultato di portare il cavallo in avanti, di produrre il movimento che le redini debbono dirigere; così pure le trazioni operate dalle redini hanno lo scopo di produrre sulle anche effetti che le gambe devono facilitare.

C’è dunque tra le redini e le gambe un rapporto costante: le une e le altre devono agire in maniera da non contrastarsi; i loro effetti devono combinarsi, regolarsi mutuamente, devono essere d’accordo.

Vediamo dunque successivamente quello che il cavaliere deve fare con le sue gambe quando vorrà condurre il cavallo con una redine isolata, le redini nelle due mani e con le redini in una sola mano, affinché esista quest’accordo.

1° Redine isolata. – Esaminiamo la redine destra nei suoi cinque differenti effetti.

La redine destra diretta d’apertura ha l’effetto d’inclinare l’incollatura leggermente a destra, portando il suo peso sulla spalla destra, ma senza fare opposizione alle anche: queste si limitano a seguire la direzione presa dalle spalle.

Le gambe devono accontentarsi di mantenere il movimento in avanti, la loro pressione sarà uguale; se avvenisse diversamente, le anche respinte di lato non seguirebbero più la direzione delle spalle.

La redine destra diretta d’opposizione ha l’effetto di incurvare l’incollatura a destra, portando il suo peso sulla spalla destra per fare opposizione alle anche e respingerle a sinistra.

La pressione della gamba destra avrà la sua ragione d’essere, poiché avrà il risultato di produrre lo stesso movimento.

La redine destra contraria ha lo scopo, facendo basculare la testa (la parte alta a sinistra), d’inclinare leggermente l’incollatura a sinistra, portando il suo peso sulla spalla sinistra, ma senza fare opposizione alle anche: queste si limitano a seguire la direzione presa dalle spalle.

Ci sarà uguaglianza nella pressione delle gambe, per intrattenere il movimento senza fare deviare le anche dalla direzione delle spalle.
La redine destra contraria d’opposizione (trazione diretta davanti alle spalle) ha lo scopo, incurvando l’incollatura a destra, di portarne il peso sulla spalla sinistra e di gettare le anche a destra per l’opposizione delle spalle alle anche.

Sarà il caso di agire con la gamba sinistra per produrre sulle anche lo stesso effetto.

La redine destra contraria d’opposizione (trazione diretta dietro le spalle) ha lo scopo, incurvando l’incollatura a destra, di portarne il peso sulla spalla sinistra e di trascinare le spalle dalla stessa parte per l’opposizione della testa e dell’incollatura alle spalle e alle anche.

(Questi due ultimi effetti della redine contraria d’opposizione davanti e dietro le spalle nella moderna didattica sono distinti. La redine la cui direzione passa dietro le spalle ha preso anche i nomi di redine intermedia e di redine di effetto generale. N.d.T.).

Sarà a sua volta la gamba destra ad agire, poiché ha l’effetto di gettare le anche a sinistra. Si dedurrà in senso inverso qual è la gamba che deve agire quando la redine sinistra agisce isolatamente.

Riassumendo:

alla redine destra o sinistra diretta d’apertura corrisponde l’azione uguale delle due gambe;

alla redine destra o sinistra diretta d’opposizione corrisponde l’azione della gamba destra o sinistra;

alla redine destra o sinistra contraria corrisponde l’azione uguale delle due gambe;

alla redine destra o sinistra contraria d’opposizione (4° effetto) corrisponde l’azione della gamba sinistra o destra;

alla redine destra o sinistra contraria d’opposizione (5° effetto) corrisponde l’azione della gamba destra o sinistra.

2° Redini che agiscono insieme:

Non c’è assolutamente alcunché da aggiungere o togliere a quello che è stato appena scritto, poiché gli effetti della redine che agisce sono gli stessi di quando è isolata, salvo che sono regolati o fortificati dall’altra redine.

Il peso del corpo

Studiando il modo d’azione delle redini, abbiamo compreso che, sotto la loro influenza, il cavallo gira a destra o a sinistra, perché il peso dell’incollatura si porta sulla spalla destra o sulla spalla sinistra. Le spalle, caricate in modo disuguale, si portano dalla parte in cui l’eccesso di peso le trascina e il loro spostamento agisce in seguito sulle anche per opposizione.

Questa annotazione è sufficiente per far comprendere all’allievo che la ripartizione uguale o disuguale della massa del cavallo sugli arti che la sostengono ha una diretta influenza sul senso del movimento impresso alla macchina tutta intera.

Quando il cavallo è montato, la massa trasportata sui suoi arti non è costituita soltanto dal peso del cavallo. Bisogna aggiungervi ancora il peso del cavaliere, peso considerevole se si pensa che, essendo la media da 75 a 85 chilogrammi, il busto, che può inclinarsi a destra o a sinistra, in avanti o indietro, pesa in media da 40 a 50 chilogrammi e può, per questo supplemento di peso, modificare, in rapporto agli arti, la ripartizione totale dei due pesi riuniti (massa del cavallo e peso del cavaliere).

Se, per esempio, il peso dell’incollatura attirata a destra da una redine si porta sulla spalla destra e se il cavaliere, chinandosi nello stesso tempo in avanti e a sinistra, si trova a pesare sulla spalla sinistra, è evidente che l’azione del corpo del cavaliere contrasterà l’effetto prodotto dalla redine, che per lo meno lo diminuirà, se non lo neutralizzerà completamente.

Reciprocamente, se, invece di chinarsi a sinistra e in avanti, il cavaliere si china in avanti e a destra, il peso del suo corpo aumenterà l’effetto prodotto dalla redine.

Potremmo dimostrare in modo altrettanto evidente che a ogni azione di redine corrisponde una ripartizione particolare della massa del cavallo in virtù della quale sono dati il movimento, l’andatura e la direzione, e che, con queste inclinazioni, il peso del corpo del cavaliere potrà sempre diminuire o aumentare gli effetti prodotti dalle redini.

Il peso del corpo del cavaliere è dunque molto realmente un aiuto potente nella condotta del cavallo; è necessario che il cavaliere sappia servirsene a proposito e d’accordo con le azioni delle redini e delle gambe.

Così, nella direzione a destra data dalla redine destra diretta d’apertura, il busto dovrà chinarsi leggermente in avanti e a destra.

Nella girata a destra, ottenuta dalla redine destra diretta d’opposizione, l’inclinazione del corpo in avanti e a destra dovrà essere più pronunciata.

Nella direzione a sinistra, data dalla redine destra contraria, il busto dovrà chinarsi leggermente in avanti e a sinistra.
Nella girata a sinistra, ottenuta con la redine destra contraria d’opposizione, l’inclinazione del corpo in avanti e a sinistra dovrà essere più pronunciata.

Infine, nell’appoggiata a sinistra, ottenuta con la redine destra contraria d’opposizione, il busto dovrà chinarsi a sinistra pesando sulla natica sinistra.
Le inclinazioni del busto si farebbero in senso inverso, se si trattasse degli effetti prodotti dalla redine sinistra. Abbiamo studiato in un modo generale le azioni delle redini, delle gambe e del peso del corpo, proponendoci soprattutto di far capire il meccanismo al giovane cavaliere.

Questa comprensione del modo d’azione degli aiuti è assolutamente indispensabile ai giovani cavalieri; non bisogna passare oltre prima che ciascuno se ne sia reso ben conto.
Così condotta, l’istruzione si farà rapidamente, senza incidenti per i cavalieri e per i cavalli; sarà interessante. Il cavaliere prenderà fiducia nel suo istruttore, e questi avrà sviluppato negli allievi le loro qualità intellettuali e le loro forze fisiche.

Li avrà messi rapidamente in grado di condurre il cavallo più vivace senza ostacolare i suoi mezzi, il cavallo più difficile senza aver fatto ricorso ad azioni irragionevoli, alla forza brutale della quale sono spesso così fieri giovani cavalieri che vogliono imporsi al cavallo lottando con forza con il cavallo, senza riflettere che presto o tardi e con certezza avranno la peggio in questa lotta sproporzionata, sia che cadano su un animale più vigoroso, sia che, indebolendosi la loro forza con l’età, si trovino, invecchiando, alla mercé di un capriccio del cavallo più bonaccione, sulla cui placidità avevano posto, con tutta la loro fiducia, la speranza della loro carriera.

DIDATTICA MODERNA

Ecco come il Manuale di equitazione, Edizioni Lavauzelle, Paris 1975 (sottotitolo: Istruzione del cavaliere, impiego e addestramento del cavallo) della Federazione francese di equitazione (nel 1975, si chiamava FFSE, Federazione Francese degli Sport Equestri) tratta l’argomento.

Effetti delle redini (pag. 50)

Bisogna innanzi tutto notare che una redine isolata può:

• sia trascinare direttamente la testa, l’incollatura e le spalle dalla parte in cui agisce; per esempio: girare a destra con la redine destra: è la redine diretta;

• sia dirigere il cavallo in un senso contrario a quello della sua azione; per esempio, girare a sinistra con la redine destra; è allora la redine contraria;

• sia opponendosi al movimento in avanti, e in questo caso la si chiama redine di opposizione.

1° effetto.

Portando il polso destro a destra, con le unghie rivolte in basso, il cavaliere attira la testa del cavallo verso destra. Deve evitare di indietreggiare il gomito o di allontanarlo dal fianco e soprattutto di esercitare una trazione dall’avanti all’indietro sulla redine.

Se accentua il movimento del polso destro in avanti verso destra, l’incollatura segue la testa, le spalle seguono l’incollatura e il cavallo gira a destra avanzando se è messo o mantenuto nel movimento in avanti.

La redine destra prende il nome di redine diretta d’apertura.

2° effetto.

Portando il polso destro in avanti e a sinistra, con le unghie rivolte verso l’alto, il cavaliere attira, dapprima, la punta del naso del cavallo a destra, ciò che flette l’estremità anteriore dell’incollatura [a destra] e porta così una parte del suo peso sulla spalla sinistra.
L’accentuazione del movimento del polso verso sinistra fa portare ancora più peso sulla spalla sinistra e provoca una rottura dell’equilibrio in questa direzione, Il cavallo gira a sinistra se è messo o mantenuto nel movimento in avanti.

La redine destra prende allora il nome di redine contraria o d’appoggio (perché si appoggia sul lato dell’incollatura).

3° effetto.

Se il cavaliere dà alla redine destra una direzione parallela all’asse del cavallo, esercitando una resistenza della mano, con le dita strette su una redine aggiustata e mantenendo nello stesso tempo l’impulso, rallenta il movimento della spalla destra, ciò che obbliga le anche a deviare verso sinistra.

Si dà allora il nome alla redine destra il nome di redine diretta d’opposizione (paragone: se una ruota anteriore di un’automobile si blocca improvvisamente per una ragione imprevista -- pneumatico scoppiato, ostacolo, eccetera --, la parte posteriore della vettura sbanda dalla parte opposta alla ruota scoppiata).

4° effetto.

Orientando la redine destra contraria dall’avanti all’indietro, verso la spalla sinistra del cavallo, davanti al garrese, mantenendo l’impulso, il cavaliere spinge le spalle indietro e a sinistra, ciò che obbliga le anche a deviare leggermente in senso contrario verso destra. Il cavallo gira a sinistra rallentando se è in marcia; questa azione è da evitare da fermo perché il cavallo avrebbe tendenza a indietreggiare.

La si chiama: redine contraria d’opposizione davanti al garrese.

5° effetto.

Orientando la redine contraria destra dall’avanti all’indietro, dietro al garrese, nella direzione dell’anca sinistra, il cavaliere agisce sull’insieme del corpo del cavallo e spinge allo stesso tempo il treno anteriore e il treno posteriore a sinistra.

Se il cavallo è in marcia, questa azione diagonale della redine destra, piegandolo a destra, lo spinge obliquamente in avanti verso sinistra, tanto più energicamente quanto più forte è l’impulso.
Agendo su tutta la massa del cavallo, questa azione di redine permette di mantenere il cavallo diritto o di raddrizzarlo, se è incurvato nell’altro senso, e lo mette sulle anche.

E’ chiamata: redine contraria d’opposizione dietro il garrese o 5° effetto. E’ ugualmente chiamata redine intermedia, perché il suo orientamento è intermedio tra quello della redine diretta d’opposizione e quello della redine contraria d’opposizione davanti al garrese.

Queste tre redini non possono dunque agire con completo effetto e avere un risultato giusto ed efficace che su un cavallo teso il cui impulso deve essere mantenuto energicamente e costantemente.

Le seguenti figure sono tratte dal Manuel d'équitation della Fédération Française des Sports Equestres, Editions Lavauzelle, Paris 1975.



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