Forum Il Cavallo

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 Oggetto del messaggio: Maltrattamento: qual è il confine?
MessaggioInviato: 29/12/2012, 23:32 
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Rifiniture

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"Gentili Signori,
mi permetto di portare a galla un argomento molto spinoso e complicato, ma che ritengo di vitale importanza per la corretta costruzione di un rapporto, degno di essere chiamato tale, con i nostri Amici equini e per il rispetto che meritano e che dobbiamo loro.
Restringo il campo ai cavalli perché sono loro il fulcro della nostra comune passione, ma questo è un discorso che può tranquillamente essere ampliato a tutto il regno animale che ha la fortuna, o sfortuna, di essere in contatto con noi esseri umani.
Credo che prima di iniziare sia doveroso fare una premessa: con questo scritto non è mia intenzione accusare nessuno e nessuna categoria in particolare. Vorrei solo aprire uno spiraglio alla consapevolezza nella coscienza di tutti, dai professionisti agli amatori arrivando fino ai semplici simpatizzanti.
Riprendo ora l’oggetto di questa lettera: qual è il confine del maltrattamento? Quali sono i parametri per considerare il benessere di un cavallo?
Lo so, possono sembrare domande retoriche e gli addetti ai lavori risponderanno “Ma come? I parametri ci sono e il benessere del cavallo può essere facilmente misurato!”
…siamo sicuri? Io credo di no.
Dal punto di vista fisico è probabilmente più semplice, anche se, al momento e per vari motivi, per intervenire in una situazione di maltrattamento le tempistiche sono lunghissime e i sopralluoghi attivi sono garantiti solo in casi estremi, quando ormai il povero animale è già sfinito e distrutto, fisicamente e psicologicamente. E spesso, anche in questi casi, nonostante la constatazione del problema, ci vuole ancora del tempo per poter risolvere la situazione.
Ci si sente sempre dire “C’è di peggio…” e allora? Dobbiamo per forza toccare il fondo?
Non potremmo iniziare a pensare e dire “c’è di meglio”…?
L’aspetto che però volevo portare alla luce della vostra attenzione è questo strano e malsano proliferare di addestratori improvvisati e simili che annientano la natura dei cavalli, nello spirito e nel fisico.
Li guardi “lavorare” e soffri, con e per il cavallo. Ma cosa puoi fare? Segnali? Non avresti successo.
I cavalli APPARENTEMENTE stanno bene, mangiano, hanno un box e si spera che abbiano anche una vita esterna a quelle quattro mura.
La realtà e l’apparenza però sono spesso, per non dire sempre, due cose diametralmente opposte. Il rispetto per questi animali è una cosa del tutto sconosciuta a questi soggetti: cavalli costretti a lavorare perennemente con redini di ritorno fisse e abbassatesta, così in Fiera saranno i “più belli”. Ovviamente il parametro di giudizio è fissato sul popolo curioso e non su quello che capisce cosa si nasconde dietro a quel piaffare sull’asfalto. Poco importa se la schiena del cavallo si spezza, se i nodelli cedono e la povera creatura sarà completamente finita a 10 o 12 anni, quando dovrebbe essere nel pieno fulgore della sua esistenza.
Poco importa se questi poveri cavalli hanno lo sguardo triste, spento, senza più curiosità o emozioni. Passano dall’apatia, alla tensione, alla paura. Non è maltrattamento questo?
In Italia un cavallo di 15 anni è già considerato vecchio e la cosa mi fa rabbrividire.
Nemmeno all’inizio della loro vita lavorativa esiste il rispetto. Un cavallo, in media, può essere considerato adulto, come sappiamo, a 5 anni. Come mai allora si vedono cavalli di 2 o 3 anni, praticamente bambini, sopportare delle moli di lavoro molto al di sopra delle loro capacità fisiche? Non è maltrattamento questo?
Poi ci si stupisce se si incontra un “cavallo difficile”, lo si punisce e lo si costringe ancor di più con ammennicoli vari per piegarlo alla volontà dell’uomo, senza cercare di comprendere perché. Perché una creatura così gentile e sensibile arriva ad avere determinati atteggiamenti?
Certo, le eccezioni ci sono, ed è chiaro che anche in natura esistono soggetti più particolari di altri ma, per personale esperienza, posso dire che sono una percentuale minima rispetto a quelli rovinati dall’uomo.
Non sarebbe ora, visto che ci definiamo esseri superiori e siamo ormai nel 2013, di fare un passo indietro e con umiltà imparare a comprendere cosa i nostri cavalli cercano di comunicarci? Non sarebbe il caso di iniziare ad Ascoltare?
A cosa serve fare stage di 3 o 4 giorni con professionisti, che magari vengono da paesi stranieri, se chi li fa non comprende che sono solo lo spunto di un inizio del lavoro serio, costante e faticoso che poi ci aspetta? Perché l’uomo non riesce a capire quando è ora di iniziare a fermarsi?
Purtroppo il risultato di questi stage o corsi o in qualsiasi modo li vogliate chiamare, è quello di creare mostri. Mostri che pensano di saper fare e che invece fanno solo grandi danni.
Si parla tanto di maltrattamenti su animali ma io credo che vengano tralasciate delle cose molto importanti e sogno che un giorno venga creata una rete di monitoraggio anche per chi con i cavalli lavora, li addestra e li alleva.
Una rete formata da persone competenti e professionali. Una rete di Gente di Cavalli, non di pseudo animalisti che vedono il male anche dove non c’è.
In un mondo ideale i cavalli correrebbero liberi per i prati e noi godremmo nel vederli selvaggi come solo loro sanno essere.
Nel nostro mondo questa è una lontana utopia ma non siamo per questo autorizzati a disporre di loro come nostre proprietà, come oggetti da utilizzare per il nostro divertimento e sollazzo, per poi venire gettati o sostituiti quando “il giochino non funziona più”.
Anzi, dovremmo rendere omaggio ai cavalli ogni giorno per essere così fedeli, per affiancarci e sostenerci. Dovremmo garantire loro il Reale Benessere. Possiamo dar loro solo una copia un po’ sbiadita di quello che avevano quando erano liberi, ma almeno questo glielo dobbiamo.
Ma siamo molto molto lontani, purtroppo.

Grazie per la Vostra attenzione
Valentina Cancro
Responsabile Settore Tutela Equini ed Equidi
AnimaEquina Onlus
www.animaequina.it "


Questa è una lettera che ho scritto di getto, con l'istinto che mi è partito dalla pancia e che non ho potuto fermare.
L'ho da poco spedita a 17 indirizzi e-mail: riviste di settore e addetti ai lavori.
Vediamo un po' quanti avranno il coraggio di dare ascolto e visibilità a queste parole.
Vi confesso che non sono molto ottimista...ma spero di sbagliarmi!

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La mediocrità non fa parte dell'amore. E senza amore non si può creare un'opera d'arte. Nuno Oliveira


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MessaggioInviato: 09/01/2013, 17:20 
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In doma

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io non sono d'accordo con quello che scrivi.
la stessa esistenza di forum, siti, settimanali ecc prova che ci sono tanti, tantissimi appassionati veramente interessati al cavallo e al suo benessere.
posso dire che in Italia siamo messi abbastanza bene quanto ad amore per gli animali e per i cavalli in particolare.
ma se anche per assurdo vediamo un cavallo montato con un morso severo e con su le ritorno, chi siamo noi per giudicare?
forse quel cavallo subisce una monta forte per 40 minuti 4 volte a settimana, ma poi corre contento nel suo paddock insieme ad altri cavalli.
allo stesso modo il principiante magari si siede sulle reni, sballotta, tira la bocca del cavallo in maniera brutale.
ma che dobbiamo fare? proibire al principiante di montare così non si sballotta sulla sella?
prima di scandalizzarci per le monte poco raffinate dei cavalli, dovremmo pensare alle migliaia di vacche che non vedono mai la luce del sole, ai maiali che nemmeno si possono girare nelle poste, alle galline stipate nelle gabbie in sovrannumero.
il cavallo al massimo ha un'ora al giorno di sbattimento creato dal cavallaro smanaccione, il resto del tempo è accudito e nutrito e tenuto bene.
in caso invece di maltrattamento vero (gente che picchia ecc) è sempre possibile rivolgersi all'autorità giudiziaria.
d'altro canto chi siamo noi per giudicare come monta tizio o caio. c'è sempre qualcuno che monta meglio, anche di te, di me, del campione italiano. c'è sempre qualcuno piu rispettoso. se cominciamo a condannare una monta o l'altra prima o poi verrà abolito il filetto dagli amanti del natural, e poi gli amanti del natural si vedranno tolta da quelli piu integralisti di loro la capezza coi nodi perchè coercitiva ecc ecc..
c'è sempre chi è piu integralista.


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MessaggioInviato: 09/01/2013, 18:04 
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Razza preferita: Sella Italiano
kyle io l'avrei scritta più di testa che di pancia....ho dato una scorsa al tuo album, mi pare di capire che ti occupi di cavalli andalusi e credo di capire cosa intendi, a volte in certe manifestazioni ci son cose che lascian perplessa anche me. Però escludendo metodi coercitivi di addestramento (sia fisici che psicologici) più che maltrattamenti quelli citati da te rientrano nella "qualità della vita".
Sostieni che sia un indecenza che un cavallo sia considerato vecchio a 15 anni, se è un cavallo sportivo si è vecchio....ma anche negli umani a 40 anni se sei uno sportivo agonista sei vecchio. Finchè ero malata quest'autunno ho visto il programma "ginnaste" con ragazzine e ragazzini appena adolescenti che si allenano con ritmi serratissimi e che sono già sportivi di professione...e noi è per questo che facciamo ai cavalli li rendiamo degli sportivi di professione con maggiori o minori risultati ma il fine ultimo è quello.

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... ed ognuno che è veramente cavaliere monta allo stesso modo in cui vive. Cerca quindi te stesso in sella o meglio ancora vicino ai cavalli.


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MessaggioInviato: 09/01/2013, 21:40 
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Rifiniture

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Album personale: viewtopic.php?f=15&t=1700
Non avete colto il seme del mio intento.
Non importa.
Purtroppo è anche questo modo di pensare che contribuisce alla generale ignoranza.
Io con i cavalli lavoro e lungi da me pretendere che debbano solo venire guardati al paddock etc.
Non sono integralista, per nulla. Ma le cose che non funzionano sono moltissime e proprio perché lavoro con i cavalli vedo cose che non vorrei vedere mi sono sentita di "vomitare" ciò che ho scritto.
Comunque va bene così.
Ero ben consapevole che questo argomento viene preso come più aggrada a fa comodo.

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MessaggioInviato: 09/01/2013, 21:42 
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Località: Castiglione d'Orcia
Album personale: viewtopic.php?f=15&t=1700
kitiara ha scritto:
se è un cavallo sportivo si è vecchio....ma anche negli umani a 40 anni se sei uno sportivo agonista sei vecchio


Non credo proprio sia il caso di fare paragoni con gli esseri umani.

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MessaggioInviato: 10/01/2013, 9:12 
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Razza preferita: Quarter Horse
Cita:
Non avete colto il seme del mio intento.
Non importa.
Purtroppo è anche questo modo di pensare che contribuisce alla generale ignoranza.


scusa se mi permetto, non ti offendere...ma magari sei tu che hai scritto un post tutto sommato piuttosto scontato su cui non c'è molto da dire.
Che vuoi che ti si dica? Poveri i cavalli maltrattati, montati male, i PRE alla Fiera di Verona che piaffano per ore? e c'è bisogno di dirlo? poverini si..tutti d'accordo.
Ma sbagli quando dici che
Cita:
Li guardi “lavorare” e soffri, con e per il cavallo. Ma cosa puoi fare? Segnali? Non avresti successo.
invece bisogna segnalare, urlare contro, indignarsi quando si vedono cavalli palesemente maltrattati...eccome se funziona.
Fateli diventare rossi di vergogna quei cavalieri che fanno sanguinare i fianchi del cavalli alle fiere, quelli che gli fanno diventare la lingua cianotica.


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MessaggioInviato: 10/01/2013, 9:14 
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Razza preferita: Quarter Horse
Cita:
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ma che coraggio?
scusa davvero se mi permetto ma mi sembri un filino presuntuosa...


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MessaggioInviato: 10/01/2013, 10:13 
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kalye ha scritto:

Non credo proprio sia il caso di fare paragoni con gli esseri umani.


non vedo perchè no. ti indigni perchè i cavalli son considerati vecchi bhe un agonista è vecchio ben prima di un soggetto non agonista è un dato di fatto. Si può dire che i cavalli non scelgono di fare gli agonisti ma magari gli umani si ma si ritorna nell'annosa questione che se i cavalli non li "usassimo" per fare sport il 90% di loro non esisterebbe.
kalye ha scritto:

Non avete colto il seme del mio intento.

La mia prof di italiano quando noi non capivamo si scusava perchè non si era spiegata. Magari se la tua lettera l'avessi scritta di testa e non di pancia avremmo capito che vuoi dire, così, perdona la schiettezza, ma è una lamentela come un'altra.
kalye ha scritto:
Li guardi “lavorare” e soffri, con e per il cavallo. Ma cosa puoi fare? Segnali? Non avresti successo.

Io son dell'idea che per cambiare le cose bisogna avere il coraggio di parlare e farlo al momento giusto. Scrivere una lettera decontestualizzata a 17 giornali non serve ad una ceppa, come non serve scrivere qui. Serve andare dal giudice di campo, dalle giurie, dal responsabile della manifestazione e dire lì che quel lavoro è uno scempio. Certo poi magari il tuo stallone primo non ci arriva perchè sei bollata come una pianta grane...ma le cose si cambiano o denunciando al momento opportuno o portando avanti un buon esempio e dissociandosi apertamente.

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MessaggioInviato: 10/01/2013, 16:26 
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Album personale: viewtopic.php?f=15&t=1700
kitiara ha scritto:
come non serve scrivere qui.


Perfetto.
Ho chiesto di rimuovere il post.
E non perché io non creda in quello che ho scritto ma perché, come hai detto giustamente tu, scrivere qui non serve a nulla.

Denunciare apertamente? Quanti di voi lo hanno fatto? Io sì, parecchie volte.
E il più delle volte non serve a nulla...
Perché alla fine avete ragione voi. I cavalli stanno tutti benissimo.
E va bene così.

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MessaggioInviato: 10/01/2013, 16:38 
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ma chi ha detto che stanno tutti benissimo??
Hai scritto un post, che hai girato a dei giornali, forse dovresti ascoltare le cose che ti vengono dette se il tuo intento è davvero farti ascoltare.
Rimuovere il post non ha senso, lo hai scritto per ricevere dei pareri, che ti sono stati dati...a meno che l'intento non fosse ricevere solo le opinioni che volevi, nel qual caso avresti dovuto specificarlo.
Dire i cavalli stan male o stan tutti bene non significa nulla, è un'affermazione talmente lata, è a tal punto un'astrazione che perde di significato...


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