Forum Il Cavallo

Forum dedicato al cavallo che vanta innumerevoli tentativi di imitazione!!!
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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: i fusionisti
MessaggioInviato: 11/10/2011, 18:51 
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Puledro

Iscritto il: 09/04/2011, 11:00
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saprebbe dirmi cortesemente chi erano costoro??


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 Oggetto del messaggio: Re: i fusionisti
MessaggioInviato: 12/10/2011, 9:18 
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Iscritto il: 26/02/2011, 7:31
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Erano e sono tutti coloro che, sapendo che l'insegnamento (contenuto negli scritti) di Caprilli è rivolto soltanto alla recluta di cavalleria, al coscritto, non volontario per passione equestre (possono essercene anche stati tra le migliaia di soldati) e che il Regolamento di esercizi per la cavalleria del 20 ottobre 1901 e tutti quelli che sono seguiti, esistendo ancora la cavalleria come arma a cavallo (finita con la fine della Seconda guerra mondiale), hanno pensato e scritto che il Regolamento militare, diventato nel 1957 il Manuale di equitazione della Federazione Sport Equestri, dovesse essere integrato o completato da tutta la parte mancante, cioè quella che si riferisce al lavoro in piano (lavoro di scuola), per adeguare il manuale alle esigenze della competizione equestre attuale nelle tre discipline olimpiche.

Il primo "fusionista" è stato l'allora capitano Alfredo Fe' d'Ostiani (1866-1941) che ha scritto un libro, Alta scuola e scuola di campagna, Torino 1908, in cui descrive il lavoro in piano o di scuola e il lavoro in campagna eseguito con la sua cavalla Lorena, e un libro, L'equitazione nei suoi differenti rami in Italia, 1867-1931, Torino 1932, in cui tratta dell'equitazione da un punto di vista storico. Non in polemica o in contrasto con Caprilli, ma dichiarandosi suo completo estimatore e seguace.

Un altro "fusionista", anch'egli dichiarato caprilliano, è stato l'allora capitano Baldo Bacca (1892-1961) il quale ha scritto un libro, L'arte dell'equitare, Verona 1937, che contiene molte parti relative al lavoro di scuola. Per esempio gli effetti delle redini, parte tratta dal regolamento poi Manuale di Equitazione francese. Effetti di cui Caprilli non ha mai scritto e parlato (testimonianza di tutti i suoi allievi).

Più recentemente un "fusionista" è stato il generale Domenico Susanna, con tutti i suoi libri.

Ma ormai il nome non ha altro che un significato storico, perché l'equitazione rigorosamente caprilliana non esiste più essendosi fusa, così com'è messa in pratica oggi da sedicenti caprilliani, con l'equitazione di scuola.


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 Oggetto del messaggio: Re: i fusionisti
MessaggioInviato: 12/10/2011, 10:23 
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Puledro

Iscritto il: 09/04/2011, 11:00
Messaggi: 14
Razza preferita: sella italiano
" in relazione al titolo" vorrei porle gentilmente una domanda, in proposito all'aumento di potenza di spinta del posteriore nel salto ostacoli :pensa che potrebbe essere utile un lavoro al galoppo,(naturalmente seduto) di volte sul posteriore (groppa in dentro)tendenti alla piroetta,alternate a destra e a sinistra per raggiungere tale scopo?


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 Oggetto del messaggio: Re: i fusionisti
MessaggioInviato: 12/10/2011, 11:28 
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Puledro
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Iscritto il: 22/02/2011, 7:42
Messaggi: 17
Località: Genova
Buongiorno Colonnello,
mi scuso per il mio inserimento nella discussione.
Secondo quanto ho letto le polemiche fra " puristi " Caprilliani ed " integrazionisti " si sono protratte per anni;
però nel il libro " Addestramento del cavallo " del Generale Badino Rossi, che insieme al Generale Ubertalli è stato forse
il rappresentante piu' intransigente dei " puristi ", si trova un capitolo dedicato all' equitazione di scuola, in cui vengono sommariamente descritti piego, riunione ed andature laterali; evidentemente anche i piu' intransigenti Caprilliani sapevano che per rendere il cavallo sensibile agli aiuti e per ginnasticarlo certi esercizi erano utili, se non necessari;
allora perchè il protrarsi per anni di una polemica forse eccessiva? Mi farebbe piacere un Suo pensiero al riguardo.
Le invio un cordiale saluto
Emanuele


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 Oggetto del messaggio: Re: i fusionisti
MessaggioInviato: 12/10/2011, 22:23 
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Iscritto il: 26/02/2011, 7:31
Messaggi: 1004
Razza preferita: irlandese
Caro Emanuele, è vero, il generale Badino scrive, poco, di equitazione di scuola, ma da come la descrive è evidente che non la conosce. Il generale Badino non è stato altro che la penna (o la macchina da scrivere) del generale Ubertalli. L'ho conosciuto personalmente e l'ho frequentato. Andavo a casa sua che era un museo specialmente di fotografie della Scuola di Cavalleria di Pinerolo. Il generale Ubertalli aveva accusato il generale Amalfi (grande competente) di essere un eretico perché, conoscendo il tedesco, aveva letto il libro di Steinbrecht. In materia di equitazione di scuola (non è mancanza di rispetto per colui che è stato un grande cavaliere, ma allora "equitazione di scuola" era considerato un insulto ed era perciò ignorata) il generale Ubertalli non poteva far testo.

Tutto quello che non era fedelmente caprilliano non era accettato. Ancora nel 1951 il generale Giubbilei, l'autore di quel bellissimo libro Caprilli, vita e scritti (1911) scriveva su Il Cavallo Italiano, la rivista mensile della FISE, rispondendo a quei pochi che allora cercavano un insegnamento più vasto e approfondito e si lamentavano che non ci fosse un trattato di equitazione italiano, che "il trattato di equitazione esisteva ed era L'istruzione a cavallo e Addestramento ippico per l'Arma di Cavalleria edito nel 1932 dal Ministero della Guerra".

Attenendosi fedelmente e strettamente a quel regolamento, non è possibile preparare un cavallo e un cavaliere alla prova di addestramento di un concorso completo nazionale di una certa difficoltà o internazionale. I "fusionisti" sono coloro che vorrebbero mettere per scritto un testo che, fedele alla grande invenzione di Caprilli, tragga dall'equitazione di scuola tutto ciò che è utile, anzi oggi indispensabile.

La polemica purtroppo non c'è. I dirigenti e i tecnici italiani non si occupano di queste frivolezze.


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