Forum Il Cavallo

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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 09/10/2018, 16:37 
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Puledro

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Cara Rolletta, perdonami se la risposta al Tuo generoso intervento Ti giunge così in ritardo, ma temevo che concentrare troppe risposte in un mio unico post avrebbe prodotto solamente una gran confusione.

Rolletta ha scritto:
Io alternerei il lavoro in circolo al lavoro in dirittura a redini lunghe, per abituare il cavallo a muoversi in avanti senza appoggiarsi sul ferro. Gradualmente prenderei il contatto e come il cavallo tende ad appoggiarsi troppo, farei un circolo sempre cercando la distensione e la morbidezza (nessuna azione violenta di mano, molto relax e basta). Tante transizioni. Insegna al cavallo a rientrare bloccando momentaneamente il bacino. Inizia ad associare il tuo cambio di posizione in circolo, unendo l'azione dei vari aiuti a quella del bacino. Ad esempio se al galoppo segui il cavallo con il bacino, "bloccalo" cercando di rimanere sempre morbido. Il cavallo percepisce che non stai più accompagnando la schiena al galoppo e quindi si mette al trotto. Devi fare pratica, altrimenti diventi rigido e gli rimbalzeresti sulla schiena.


Senz'altro quando io non abbia preparato adeguatamente il cavallo con un preventivo lavoro di distensione dell'incollatura in dirittura e di opportuna decontrazione della muscolatura del collo con flessioni laterali, la messa in mano è molto più ardua e l'intero processo piuttosto farraginoso. Il consiglio di metterlo in circolo è senz'altro appropriato. Nei prossimi giorni l'obiettivo principale sarà di rimanere in campagna, a prato, ove è più facile mantenere impulso avendo il cavallo più "allegro" e motivato rispetto l'ambiente per lui (e per me) noioso e deprimente del campo tendato. Desidero combinare la recente acquisizione del "passage" con la decontrazione della bocca, alternando transizioni a scendere, piazzamenti dell'incollatura, circoli, mezze fermate, il tutto però in campo aperto.

Hai nominato i circoli e ne approfitto per un approfondimento:
Lui è molto bravo in tutte le figure a mano destra, più approssimativo a sinistra. Segnatamente nel circolo a mano sinistra tende a "chiudere" con decisione il raggio di girata spostando con decisione le spalle verso l'interno.
Presumendo che in quel momento i miei aiuti sìano: redine di apertura a sinistra, mano dx con redine esterna in moderata tensione a dar direzione e pugno dx in appoggio all'incollatura, gamba sinistra in pressione alla cinghia e dx leggermente arretrata, busto leggermente ruotato verso l'interno del circolo.
Ora.. qual è l'azione corretta a contrastare la sua tendenza a chiudere?
1) La gamba sinistra?
2) La "traslazione" in orizzontale degli aiuti delle mani (mano sinistra all'incollatura mantenendo la flessione e mano dx in apertura)?
3) Il mio peso sulla staffa esterna?

Un sentito ringraziamento a quanti vorranno intervenire.


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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 09/10/2018, 21:28 
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Ciao,
Premetto ancora una volta, che parlo in linea generale considerando che ci sono casi e casi nella realtà e che è anche difficile tradurre in parole le azioni , però Ti dico la mia opinione.

Nel circolo a mano sinistra, se il cavallo stringe e si butta verso l'interno, andrebbe spostato verso l' esterno con la gamba interna e , secondo quanto faccio io, non andrebbe usata la redine di apertura, ma , come stai facendo , mantenere la direzione sul circolo tramite la redine esterna un po' più tesa e leggermente più alta di quella interna, lasciando quest'ultima neutra, ma non abbandonata, quel tanto che vada a compensare la tensione dell ' esterna.

Privilegerei comunque la gamba interna e l'assetto con un po'più di peso sull' Ischio interno.

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"il più delle volte si chiede troppo con le mani (o il morso) e non ci si serve abbastanza delle gambe (o dello sperone)"
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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 10/10/2018, 15:49 
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nessuna redine di apertura, nessuna redine esterna in appoggio. Semplicemente gamba interna attiva alle cinghie, nel circolo non serve la gamba esterna che contiene (indietro), peso sulla staffa esterna e assetto (semplice sguardo verso la direzione). Stiamo facendo un circolo non una volta. Stiamo parlando proprio di base base: inutili pippe.

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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 10/10/2018, 15:54 
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in ogni caso, se il cavallo chiude un semplice circolo al trotto, non lo metterei in passage (passage??), men che meno mi avventurerei in arrotondamenti e messe in mano. Il cavallo prima di tutto deve essere in equilibrio. Lavoro in distensione, lavoro sull'impulso, lavoro sull'equilibrio. Se non hai impulso ed equilibrio che arrotondi?

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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 11/10/2018, 7:48 
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Puledro

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Gent.ma Old Duck,

grazie per la Sua risposta.

Non ci conosciamo pertanto non posso sapere se Lei abbia dei trascorsi di equitazione accademica alla Scuola Spagnola di Vienna oppure all'accademia di Saumur ma dal tono lapidario dei Suoi post francamente ne dubito.

Non credo si sia presa il disturbo di leggere tutti i 42 messaggi che componevano la presente discussione ma, se così davvero fosse, la natura dei Suoi interventi sarebbe ancor più grave.
Lei parla di equitazione: "..base base.." di "..inutili pippe..", "..se non hai equilibrio che arrotondi?.." ma è davvero persuasa che si possa mettere un cavallo in passage ( è francese, significa passeggio, ed è terminologia comune come lo è "piaffer"; "Piaffo" non esiste, esattamente come "manutenzionare", "longia", "allarmato" ed tutta un'altra serie di amenità sdoganate dalla nefasta era della comunicazione globale) senza averlo prima reso leggero, dotato di impulso ed arrotondato?
Comunque sia, quali sìano le Sue opinioni tecniche in merito, Moderatore Globale o no (come leggo solamente ora, e con preoccupazione, nel Suo profilo), La pregherei nei Suoi successivi interventi di conformarsi al tono della discussione che, nel presente caso, era di ben altro rilievo.

Cordiali saluti

Leonardo Vittorio Marchiori


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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 11/10/2018, 9:11 
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manutenzionare non lo conoscevo.
però passamanare si ahaha

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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 11/10/2018, 10:00 
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Puledro

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Infatti il termine corretto è "manutenere", chiusa parentesi.


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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 11/10/2018, 14:33 
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Puledro

Iscritto il: 27/06/2015, 17:59
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sissy ha scritto:
non andrebbe usata la redine di apertura, ma , come stai facendo , mantenere la direzione sul circolo tramite la redine esterna un po' più tesa e leggermente più alta di quella interna, lasciando quest'ultima neutra, ma non abbandonata, quel tanto che vada a compensare la tensione dell ' esterna.
Privilegerei comunque la gamba interna e l'assetto con un po' più di peso sull' Ischio interno.


Se interpreto correttamente il Tuo pensiero quindi in circolo non impieghi redine d'apertura bensì una redine d'opposizione, è corretto?
La redine esterna retta da una mano leggermente più alta rispetto la controlaterale è una cosa che ho già sentito ma il cui razionale mi sfugge. Puoi aiutarmi?

Per quanto riguarda invece l'assetto il Tuo suggerimento mi sorprende un po': ero persuaso che, spostando il mio peso sulla staffa esterna, avrei indotto il cavallo a spostarsi a sua volta verso l'esterno del circolo in accordo al principio "Il peso del cavaliere nella direzione verso cui si desidera avanzi il cavallo"...

Sissy, forse sto usandoti a mo' di "Wikipedia equestre" ma l' occasione va sempre colta.

RingraziandoTi anticipatamente, Ti saluto


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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 11/10/2018, 14:46 
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Da museo
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… io non è che sono un genio dell'equitazione, anzi, ma le mie istruttrici (che sono un po' internazionali, diciamo così), parlano di "inner rein disease", la malattia della redine interna. cioè sostengono che in generale si tenda a usare sempre troppo la redine interna, e che ciò è un male.

invece dicono che "la redine esterna è del cavaliere, la redine interna è del cavallo".

in particolare per il circolo, la redine interna non solo non fa nulla come dice sissy, ma addirittura cede o può cedere (rilascio, in questo senso "è del cavallo") quando il cavallo, guidato da redine esterna e gamba interna, flette in maniera corretta e in equilibrio.

inoltre per come insegnano a me la redine esterna (che "è del cavaliere", cioè che mantiene sempre il contatto) non va usata con la mano più alta dell'altra, ma semplicemente chiudendo il pugno o, se il cavallo non risponde - come spesso succede a me - , con una lieve "trazione" e immediato rilascio.

sperando di aver dato qualche ulteriore spunto di riflessione :)

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I cavalli davanti mordono, dietro scalciano e in mezzo sono scomodi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Appoggio al "ferro"
MessaggioInviato: 11/10/2018, 20:37 
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Leo73 ha scritto:
Se interpreto correttamente il Tuo pensiero quindi in circolo non impieghi redine d'apertura bensì una redine d'opposizione, è corretto?
La redine esterna retta da una mano leggermente più alta rispetto la controlaterale è una cosa che ho già sentito ma il cui razionale mi sfugge. Puoi aiutarmi?

Per quanto riguarda invece l'assetto il Tuo suggerimento mi sorprende un po': ero persuaso che, spostando il mio peso sulla staffa esterna, avrei indotto il cavallo a spostarsi a sua volta verso l'esterno del circolo in accordo al principio "Il peso del cavaliere nella direzione verso cui si desidera avanzi il cavallo"...

Sissy, forse sto usandoti a mo' di "Wikipedia equestre" ma l' occasione va sempre colta.

RingraziandoTi anticipatamente, Ti saluto



Ciao, mi fa veramente piacere parlare di equitazione e con te mi sento "invitata a nozze", però cerco di condensare moltissimo,altrimenti scriverei un fiume di parole,ma eccomi alle tue domande.

Prima di tutto bisognerebbe intendersi sui termini, o meglio, portare degli esempi visivi (immagini, foto ecc...) per cercare di supplire alla sterilità del linguaggio, l'equitazione è fatta si moltissime sfumature che sono difficilissime da descrivere, per ora proverò a parole.

Uso poco le redini,nel senso che i movimenti, le direzioni ecc le imposto moltissimo con l'assetto e le gambe quindi cerco di limitarne l'uso, se per "redine di apertura" si intende scostare la mano dal garrese verso l'esterno in maniera più o meno marcata, no,allo stato attuale non la uso, diciamo che uso una combinazione di effetti di redini, con una lievissima redine diretta di opposizione sulla redine esterna.

Il fatto di tenere la redine esterna più alta nelle girate o nelle figure curve è semplicemente dovuta a questo fatto:

quando il cavallo gira deve rimanere "dritto sul circolo", cioè seguirne la traiettoria, quindi anche la testa deve essere flessa secondo la figura che sta eseguendo, nè troppo flessa verso l'interno, nè controflessa; per far questo devo dargli la possibilità di girarla, se trova una mano alta (a meno che non si usi per correttivo in particolari situazioni) èostacolato nel movimento, in pratica le mani seguono la rotazione della testa permettendo al cavallo di appoggiarsi correttamente sull'imboccatura dai due lati.

La redine esterna (intendo esterna alla flessione del cavallo,ovviamente) è detta anche "redine dominante o regolatrice" è questa che imposta la direzione. Quando parlo di tenerla più alta intendo di millimetri,forse un centimetro, non di più.


Per il "peso" bisogna fare un distinguo (ed anche qui sarebbero tantissime le sfumature...). esiste un " caricamento di peso sugli ischi" e un "caricamento di peso sulle staffe" che sono cose un po' diverse l'una dall'altra (ci sarebbero altre cose da valutare riguardo a questo!).


Nel circolo ( come nella volta) mettendo la gamba interna alla cinghia e l'esterna leggermente più indietro, (sempr eper indirizzare nel corridoio fra mani e gambe il cavallo nella figura richiesta), si ha un "caricamento di peso sull'ischio interno, che per un discorso fisico (coincidenza dei baricentri, opposizione alla forza centrifuga ed altro) agisce sulla flessione del cavallo con l'aiuto delle redini, che devono concordare.

Per far si che il cavallo allarghi il circolo , la richiesta della gamba interna alal cinghia induce il cavallo a spostarsi verso l'esterno, la gamba esterna leggermente arretrata regola il derapamento o meno delle anche, la redine esterna ,invece regola la direzione sul circolo e permette alla redine interna di dare la giusta flessione all'incollatura.

Se a tutto questo "stendi" con forza la gamba esterna carichi più peso ,da quel lato sulla staffa ,ma è cosa diversa dal caricamento sull'ischio interno,si può usare come correttivo o come "azione collaterale".



Ciao e a presto!

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